Voci speciali…

Voci speciali…

Salve, come state? Io infreddolita, ormai l’estate è solo un piacevole ricordo…

Vi chiedo scusa per l’attesa ma, come ben sapete, il rientro dopo le vacanze ha bisogno di assestamento e di impegnare al massimo le energie per programmare e organizzare le attività che si svolgeranno il prossimo anno (aggiungiamo alla lista anche la vita quotidiana con i suoi imprevisti ! ).

Nonostante ciò, il mio pensiero costante è sempre rivolto ai fratelli.

Chi mi conosce bene sa la mia “antipatia” per i social (Facebook, Twitter, etc) perché appartengo ad una generazione per cui la comunicazione verbale e visiva è fondamentale per conoscere e rapportarsi con il prossimo. E’ pur vero che il mondo web, se usato nel modo giusto, ti aiuta a conoscere e a metterti in contatto con persone straordinarie…

E proprio grazie alla mia costante ricerca telematica sulle dinamiche familiari all’interno di un nucleo dove nasce un bambino disabile ho avuto la fortuna di conoscere delle sorelle speciali:

Ismaela Evangelista (psicologa-psicoterapeuta), che ha scritto un libro intitolato: “Uno schiaffo e una carezza”, dove con estrema franchezza e senza edulcorare i concetti espressi, ha descritto esattamente le dinamiche familiari da lei stessa sperimentate, in quanto sorella di un fratello disabile;

e Giulia Franco (psicologa dell’età evolutiva di Padova – anche lei sorella di un fratello disabile), promotrice di un progetto d’intervento rivolto ai bambini e ai ragazzi ed organizzatrice di una serie di incontri condotti da esperti, con l’obiettivo di permettere il confronto e la condivisione della loro dolorosa esperienza. La dott.ssa Franco ha, nei suoi progetti futuri, anche la stesura di un libro per bambini dove si affronteranno, con un linguaggio semplice, le difficoltà emotive che si sviluppano nella relazione con un fratello o sorella disabile.

Ed ancora tanti altri fratelli e sorelle straordinari (che mi hanno chiesto l’anonimato), con i quali ho avuto dei confronti bellissimi che mi hanno arricchita a livello personale, ma anche rattristata, in quanto ho “toccato” profondamente tutta una serie di sentimenti contrastanti e dolorosi ancora presenti, nonostante ormai siano diventati adulti e a loro volta genitori.

Per questi o ho deciso di terminare questo pezzo con alcune  delle loro testimonianze, ovviamente sempre in forma anonima, dando loro “Voce” !

“Ho il cuore che è uno strazio, sono quella che nessuno conosce ma non ha il diritto di piangere, perché sono sana e ho un figlio di tredici mesi meravigliosamente sano e monello, come pregavo ogni giorno di avere…ma io l’autismo lo vivo da quando avevo due anni e non conosco altro che la vita di una bambina, adolescente, donna con una vita “autistica”: mio fratello non parla ma io non ho voce con mia madre e mio padre…ho 35 anni e una vita parallela piena di successi apparenti, una vita piena di doveri e di tanta, tanta solitudine… Mio fratello è la mia vita e adesso, con mio figlio, di vite ne ho due… due vite meravigliose… ma ogni tanto ci vorrebbe per tutti una piccola valvola di sfogo…”

I fratelli e le sorelle son figli anche loro e anche loro potrebbero avere bisogno dei genitori una volta nella vita… soli alla laurea, soli durante il parto,  e soli una volta a casa con 20 centimetri di punti… e tutto il proseguo che solo una mamma può capire… soli quando non si è orfani, perché la mamma ha devoluto la sua vita al figlio autistico e sentirsi anche in colpa per aver chiesto aiuto… anche questo e tanto altro è essere fratelli e sorelle!”

Ora vi lascio con un affettuoso abbraccio, mi raccomando vi ricordo che i vostri commenti sono fondamentali per il confronto; anche quelli negativi, perché ci aiutano a capire meglio come affrontare questo aspetto così delicato, nel modo più corretto.

Rosa Capezza

Rosa Capezza, P.R. Roda Onlus – Roma

Rosa Capezza

7 Comments On This Topic
  1. Antonella
    on nov 9th at 21:39

    Dovremmo scrivere tutti le nostre storie, avremmo tutti tante cose da dire….esserne capaci non è da tutti.
    Dentro ho sempre la bambina che sono stata, con tante domande senza risposte. Adesso, donna adulta e orfana dei miei genitori sono la mamma anche di mio fratello, un uomo……e non smetto mai di domandarmi…perché?

    • Rosa Capezza
      on nov 11th at 09:41

      Grazie Antonella per aver lasciato il tuo commento; sono sempre più convinta che la condivisione sia sempre vincente .. non risolverà le problematiche ma sicuramente ti allegerisce il cuore e la mente e ti fà sentire meno solo/a e più compreso/a. Un abbraccio. Rosa Capezza

  2. gilda
    on nov 11th at 21:41

    La vita è bizzarra, ho iniziato a comprendere quanto lo fosse a pochi anni quando all’improvviso a cinque anni mi sembrava di essere diventata GRANDE, e si ,allora mio fratello aveva tre anni e tutte le attenzioni finirono su di lui … era un bellissimo bambino “autistico” io divenni una “giudiziosa ” bambina super autosufficiente, ogni problema se potevo lo risolvevo da sola, altrimenti lo nascondevo a tutti ed in particolare ai miei genitori . Anche io mi sentivo un pò mamma e così iniziò a radicarsi in me un grande istinto di protezione non solo verso di lui ma verso tutti coloro che mi apparivano piu fragili.
    Oggi che dovrei essere Grande , mi sento piccola, a volte li guardo… mio fratello , mio figlio, mio marito, ogniuno, per motivi diversi , vive con grazia la propria vita di diversamente abile, ma nei loro sguardi c’è una limpida e profonda essenza che non smette mai di stupirmi.

    • Rosa Capezza
      on nov 12th at 16:59

      Come sempre, quando leggo i v/s commenti, mi sale un nodo in gola per l’emozione pensando alla sofferenza di mio figlio, che comprendo ogni giorno di più, anche grazie alle v/s testimonianze …. <3 è bellissima e tenerissima la descrizione che hai fatto di te bambina; una bambina che non ha potuto vivere la sua infanzia per non dare altre preoccupazioni, per non essere di peso alla famiglia già fortemente aggravata dalla malattia di un altro figlio …. e adesso che sei una donna adulta, ti senti la bambina che non hai potuto essere, ma questo nonostante tutto, come si evince dalla tua ultima frase, non ti crea risentimento o rabbia, anzi guardando i tuoi cari, sei piena d'amore. Che dire, dobbiamo "assolutissimamente" incontrarci! :-D Rosa Capezza

  3. Elisabetta Tonini
    on nov 15th at 11:38

    Bellissime testimonianze…..che mi arricchiscono e mi fanno pensare a mio figlio Nicola, anche lui super giudizioso, maturo ed autosufficiente ragazzo “fratello”…..Accidenti, quanta strada dobbiamo fare per proteggere i nostri figli, TUTTI i nostri figli…..
    Sempre più bella e toccante questa rubrica…..grazie Rosa!

    • Rosa Capezza
      on nov 15th at 19:36

      Grazie a voi care Elisabetta e Chiara per l’opportunità che mi avete concesso di poter finalmente “accendere” i riflettori su questa dinamica familiare molto importante – spero che questa collaborazione ci porti lontano …. vi abbraccio ragazze <3 :-D

      • Chiara Bortolaso
        on nov 16th at 08:34

        Grazie a te Rosa, per la tua splendida e importantissima collaborazione…le testimonianze che avete condiviso con noi ci emozionano e ci fanno pensare…grazie di cuore!


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