Vita da fratelli, quando in famiglia entra la disabilità.

Vita da fratelli, quando in famiglia entra la disabilità.

Salve a tutti e ben trovati!

Rosa Capezza

il 7 Ottobre 2016 ho aggiunto un altro piccolo “mattoncino” alla mia “Crociata” pro-fratelli…

Grazie alla “Rete” che da anni condivido con le amministratrici del blog  “wisteriablue.it” al quale collaboro (Elisabetta Tonini e Chiara Bortolaso), e che nel frattempo sono diventate amiche preziose (è stato bello potersi finalmente incontrare di persona, abbracciarsi e condividere gioie e dolori guardandoci negli occhi…), abbiamo organizzato una Tavola Rotonda a Costabissara prov. di Vicenza, esclusivamente dedicata alla dinamica familiare dei fratelli:

“Vita da Fratelli  – quando in famiglia entra la disabilità”.

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La scelta non casuale dei relatori invitati è stata fondamentale in quanto, essendo loro stessi fratelli e sorelle di persone disabili, avrebbero portato testimonianze obiettive, seppur dolorose, del difficile percorso di accettazione.

Tre fratelli con età e obiettivi professionali diversi: Giulia Franco – psicologa e autrice del libro per bambini “ IL GUANTO DI MIO FRATELLO “; Diego Pelizza – giovane universitario con la passione per la scrittura, autore del libro “ VOLA PIU’ IN ALTO”; Gaia Rayneri – scrittrice ed autrice del libro “ PULCE NON C’E’” dal quale è stato realizzato l’omonimo film.

Complice un non previsto cambio di scaletta, la serata ha prodotto emozioni forti e spiazzanti; il clima familiare ed accogliente ha permesso ai presenti di potersi esporre senza per questo sentirsi giudicati. Intensa e dolorosa è stata la testimonianza di una giovane sorella di un ragazzo asperger che, sentendosi forse per la prima volta nella sua giovane vita accolta e capita, è riuscita a “vomitare” (passatemi il termine perché vi garantisco che rende l’idea!!!) tutto e/o parte del dolore accumulato negli anni.

Questo evento inaspettato, seppur regalandoci emozioni che con grande fatica siamo riusciti a metabolizzare e restituire alla giovane sorella, ci ha dato anche e soprattutto  l’opportunità di riflettere seriamente su quanta strada ancora dobbiamo percorrere e sulla “pericolosità emotiva” che può provocare alla persona che si espone, se non sufficientemente strutturata e monitorata. Fortunatamente presenti in sala c’erano professionisti del settore (psicologi, psicoterapeuti, membri di associazioni di genitori ecc…(Elisabetta mi ha detto che erano presenti tutte le persone che, a vario titolo, lavorano per l’autismo a Vicenza!)), che ci hanno aiutato a stemperare e ridimensionare la situazione.

Quando sono ritornata a Roma, ho fatto i conti con la cruda realtà dalla quale ho preso spunto per intraprendere questo percorso dedicato a questa specifica dinamica familiare; per l’ennesima volta, dopo aver raccontato a mio figlio dell’esito positivo seppur doloroso che aveva prodotto l’evento,  mi sono sentita “accusare” , investita dalla sua rabbia e rancore, di ciò:

“Tu aiuti gli altri fratelli ma non hai aiutato me quando ne avevo bisogno; questi eventi vanno fatti non solo per i fratelli ma per i genitori che non capiscono quanto dolore provocano ai figli normodotati, “trascurandoli” per accudire quelli disabili!”

Vi lascio così, con questa dolorosa e forte testimonianza sperando che ci possa dare spunti di riflessione importanti e preziosi, per trovare eventuali soluzioni per aiutare i genitori a risolvere questo spinoso aspetto familiare.

Vi abbraccio forte, alla prossima.

Rosa Capezza

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Da sinistra: Gaia, Diego e Giulia.

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Gaia Rayneri.

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Io e Gaia.

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Da sinistra: io, Gaia, Diego, Giulia e Raffaella Macedonio, giunta appositamente da Arezzo con la sua famiglia, in rappresentanza di Autismo Toscana.

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Sonia Zen, Presidente di ANGSA Veneto.

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Rosa Capezza

2 Comments On This Topic
  1. Tonino
    on gen 3rd at 21:04

    Sono il papà di un ragazzo autistico (sindrome di Asperger). Quando il 14 Luglio 2015 Stefano è entrato in Comunità presso il Centro Paolo VI di Casalnoceto (AL) ci siamo accorti che il fratello minore Alessandro tremava appena sentiva alzare la voce da parte nostra o da parte di un insegnante. Ogni qualvolta il fratello maggiore tornata a casa per un fine settimana (cadenza mensile) si metterà in un angolo per la paura che potesse accadere qualcosa. Non vuole sentire parlare del fratello nè tantomeno gli rivolge la parola. Ci siamo rivolti al Consultorio per una figura di sostegno emotivo in suo aiuto. È tanta e tale la rabbia che cova per suo fratello motivata dal fatto che la sua infanzia gli è stata quasi “negata” gli è stato negato il diritto di “avere dei giochi” sempre distrutti. Al personale che opera in questo ambito medici ed educatori psicologi volevo raccomandare la “presa in carico dell’intera famiglia del paziente” perché queste patologie “dilaniano..lacerano” la famiglia nel suo insieme disgregandola..” Tonino Maruca papà di Stefano e Alessandro..!!

    • Rosa Capezza
      on gen 4th at 09:36

      Gentilissimo sig. Tonino,
      la ringraziamo infinitamente per il suo commento, ha “centrato” perfettamente il cuore del problema… per noi che abbiamo intrapreso questo percorso di sensibilizzazione, sono importantissimi e preziosi i commenti che posterete sperando che siate sempre di più, in quanto ci aiuteranno a sviscerare meglio questa dolorosa dinamica familiare, e per dare strumenti utili e più specifici, con l’obiettivo di evitare che altri dopo di noi, si trovino nella stessa situazione e non sapere come affrontarla … condividere la n/s rubrica è importante per fare rete e far conoscere la problematica. Un abbraccio. Rosa Capezza


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