UN PASSO OLTRE LA MARCIA

Domenica 19 aprile c’è stata la marcia di Costabissara, con dei partecipanti speciali.

Come avete letto nel post di Giorgia Faggionato (QUI) è andato tutto molto bene ma questo “molto bene” è frutto di un’idea nuova, altrettanto speciale, di guardare all’autismo e al nostro prendercene cura.

Che idea?

La maggioranza degli interventi dedicati a chi ha un disturbo dello spettro autistico è individuale, a tavolino, in un setting ben strutturato. In altre parole spesso si è in due, tutor e paziente, tra le mura di una casa o di una struttura e si svolgono esercizi specifici con modalità specifiche.

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Questi interventi sono fondamentali per aumentare qualsiasi abilità e sono davvero efficaci, gli studi scientifici dimostrano un aumento delle abilità nelle più disparate aree (cognitiva, comunicativa, fine-motoria, delle autonomie personali…).

Uno degli ostacoli più grandi dei nostri ragazzi e di questo metodo di lavoro è la generalizzazione delle competenze acquisite.

Pensate se foste bravissimi a far di conto e vi trovaste impotenti di fronte al calcolo di un resto da restituire: questa è un’abilità non generalizzata.

Pensate se aveste imparato a fatica a ricambiare uno sguardo ma che guardaste solo quella singola persona che ve l’ha insegnato.

Pensate se aveste comprato un cane per far passare la paura a vostro figlio ma che alla vista di ogni altro cane si spaventi.

Le competenze che si apprendono con così tanto impegno devono essere spese, subito, sempre.

Le competenze offrono possibilità, non solo alla persona con autismo ma anche alla sua famiglia: sentirsi tranquilli ad andare a fare la spesa, uscire a mangiarsi una pizza, andare al cinema diventa possibile se all’idea dell’intervento strutturato si implementa l’idea dell’intervento sul e nel territorio.

Nonostante la crescente sensibilizzazione verso i disturbi dello spettro autistico il territorio non sa ancora come accogliere i nostri ragazzi al meglio ma l’idea speciale è che è possibile e il cambiamento è già iniziato.

Se per accogliere le altre disabilità il territorio si è mosso costruendo rampe e maniglioni, per accogliere l’autismo il territorio deve FORMARE LE PERSONE.

L’autismo ha bisogno di intermediari che aiutino a tradurre i bisogni delle persone con autismo ai servizi e che supportino le preoccupazioni di una famiglia e i timori della società.

Le famiglie e i tutor da soli non hanno il tempo e le energie per la formazione del territorio, per questo è necessario l’aiuto delle associazioni.

L’associazione “In viaggio con te”  (per saperne di più leggete QUI) ha come scopo la promozione sociale dell’autismo anche tramite percorsi formativi dedicati a strutture alberghiere, servizi commerciali per rendere quest’idea una realtà.

Cosa c’entra tutto questo con la marcia?

Il 10 marzo la ProLoco di Costabissara ha partecipato alla prima serata di formazione organizzata dall’associazione “In viaggio con te”. Alla serata hanno partecipato esercizi commerciali e pubblici di Costabissara, ci siamo confrontati sui bisogni dei clienti con autismo e sulle modalità pratiche per accogliere loro e le loro famiglie.

Dopo aver avvisato che alla marcia avrebbero partecipato anche queste famiglie speciali la ProLoco ha messo in pratica tutte le informazioni acquisite: ha facilitato l’iscrizione, ci ha spiegato il percorso in modo da non avere imprevisti, ha proposto di farci saltare la fila per il pranzo e ha addirittura procurato una coppa da dare ai nostri meritevoli podisti!

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Alla marcia hanno partecipato 5 ragazzi autistici, accompagnati dalle famiglie e da due tutor.

Questi ragazzi hanno passeggiato aspettandosi, cercandosi, tirando i più lenti per mano, stoppando i più lesti per stare insieme, sapendo che se c’era un cane potevano aggrapparsi all’amico o al tutor e che non occorreva cercare la mamma…sembra fantascienza per chi sta vicino ad una persona con autismo ma è andata proprio così.

Tutto questo è stato facilitato dal fatto che i ragazzi partecipano chi da due anni, chi da qualche mese, al progetto OUTisMORE: una sera a settimana escono insieme e vanno in società, ovunque vogliano: al bowling, alle giostre, al centro commerciale, in sala giochi, ai parchi, alle sagre, in treno verso altre città…migliorando la loro flessibilità, le loro abilità sociali e molte autonomie, GENERALIZZANDO le abilità che apprendono a tavolino, rendendole veramente utili.

In questo modo le famiglie hanno potuto passare del tempo insieme, un tempo di confidenze sincere e di chiacchiere leggere, con la spensieratezza di potersi gustare il florido panorama dei colli bissaresi.

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Anche i fratelli dei ragazzi ci hanno fatto compagnia e hanno avuto modo di conoscersi o rivedersi senza l’ansia di dover stare attenti al fratello perché i genitori gli erano distanti.

Infine, alcuni dei meravigliosi compagni di classe di Luca hanno passeggiato con un occhio pronto ad assicurarsi che tutto filasse liscio e a battere un sacco di cinque.


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La vita è nel mondo, rendiamolo vivibile anche alle persone con autismo!

Monica Golin

Psicologa clinica abilitata, tutor ABA, specializzanda in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale

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