Teatro “amichevole” per piccoli autistici…..

Teatro “amichevole” per piccoli autistici…..

Uno dei termini più usati, da un anno a questa parte, è “autism friendly”, termine che, da noi in Italia, tradotto, può essere espresso come “amichevole con persone autistiche”.

Si tratta di tutti quegli accorgimenti e prevenzioni, di tutte quelle attenzioni e sensibilità messe in atto per aiutare gli autistici a prevenire situazioni d’ansia, a percepire un ambiente nuovo come non ostile, a rilassarsi, a vivere situazioni sociali con minore disagio possibile.

Cominciano ad esserci, per fortuna, molti esperienze “autism friendly”, in Italia e in altri Paesi, primi fra tutti gli Stati Uniti e l’Inghilterra.

Quando si leggono simili iniziative si rafforza la fiducia nella società e nel progresso civile.

Non stiamo parlando di grandi sistemi filosofici ma semplicemente di pillole di intelligenza per offrire miglioramento di qualità di vita.

Teatro e bambini autistici.

Avete mai provato a portare un bambino autistico a teatro? Per molti bambini la storia che vedranno recitare non sarà significativa; per altri l’ansia che proveranno nell’entrare in platea sarà superiore alla loro attenzione per il palcoscenico.

In questo teatro scozzese l’attenzione che la produzione ha per i suoi piccoli spettatori denota intelligenza e desiderio di mettere tutti in condizione di divertirsi e quindi di imparare ad amare il teatro: le famiglie ed i piccoli autistici si recano a teatro PRIMA che lo spettacolo inizi e, insieme agli attori, possono “esplorare” il palcoscenico, toccare i pupazzi che saranno protagonisti della scena, conoscere gli attori nella calma e nella rassicurante mancanza di confusione.

Questo primo, sereno e programmato “passaggio” permette a molti di loro (non a tutti, ahimé, ma a molti si) di riuscire a comprendere la storia che vedranno (e quindi di porre maggiore attenzione e concentrazione) e di eliminare o attenuare sensibilmente l’ansia dovuta alla novità del luogo.

Fantascienza? No.

Accorgimenti, attenzioni, sensibilità per le quali sono necessari Master in psicologia o in educazione speciale?

No, sono semplici espressioni di buonsenso ed attenzione al prossimo. Semplici ma enormi aiuti che fanno la differenza per tante famiglie, per tante situazioni.

E’ bene parlarne. Perchè alcuni isolati ma lungimiranti eventi traccino la strada e creino illuminati precedenti.

Potete trovare qui il link all’articolo originale, in inglese.

 

Elisabetta Tonini

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