Progetto “E…state sereni” a Pugnochiuso, Gargano, Puglia.

In questi mesi, da quando io e Chiara siamo diventate amministratrici di un gruppo su Facebook, moltissime persone mi hanno chiesto notizie, commenti, informazioni, persino “garanzie” sul progetto denominato E…state sereni, arrivato ormai, credo, al suo settimo anno di vita.

Io c’ero, il primo anno; c’ero e non ho, forse, mai trovato il tempo per mettere giù, nero su bianco, cosa è stato e cos’è per me e la mia famiglia, questo progetto.

Ora ho deciso di farlo e di raccontare, in più puntate tutto ciò che lo riguarda dal mio punto di vista, che è quello della mamma di un bambino, ormai ragazzino, autistico.

Seguitemi nel racconto della prima, in assoluto, vacanza “autism friendly” concepita, almeno in Italia, per prendersi realmente cura delle persone con autismo e dei loro familiari e….beatevi, per iniziare, con qualche foto del luogo: il mare del Gargano, Puglia.

ps. Se volete leggere quello che, a caldo, ho scritto subito dopo il mio primo anno di E…state sereni eccovi un copia incolla di quel primo post:

Testimonianze dei Familiari

Mamma di L.

La prima volta che ho sentito parlare di “E..State Sereni” è stato a fine Gennaio scorso.
Un’amica mi aveva dato il volantino di presentazione ed io lo avevo messo distrattamente da parte.
Alle dieci di sera, messi a letto i bambini, l’ho guardato, più per abitudine che per curiosità e sono rimasta veramente impressionata.

Da cinque anni so che mio figlio è autistico e mai, prima di allora, avevo visto un progetto simile. Di solito i progetti, anche i migliori, riguardano le persone autistiche, non le loro famiglie. Nessuno in genere si occupa dei genitori e dei fratelli o sorelle.
Si suppone che questi non abbiano bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro in un percorso difficile e spesso solitario.

Ho telefonato il giorno dopo al Dottor Ippolito e ho avuto la sensazione calda ed accogliente di conoscerlo da sempre e che lui avesse veramente a cuore i problemi delle famiglie. Mi sono fidata immediatamente di lui (ho inviato in anticipo l’intera somma!), era come se la sua spiritualità e la sua competenza “forassero” il mezzo di comunicazione che stavamo usando.

Arrivati finalmente a destinazione ho conosciuto il Dottor Caputo. Aria da animatore di villaggio, bel ragazzo, sorridente, solare, simpatico. Tutti e tre completamente diversi dallo stereotipo di specialista che si occupa di autismo: aria severa, triste, formale, distante e distaccata. La “vacanza” è stata diversa ma eccezionale. Non credo che nessuna famiglia “normale” abbia provato la sensazione, come abbiamo provato noi, di non essere soli ma di avere qualcuno che si “interessa” veramente di noi.

Siamo stati tutti e quattro (io, mio marito e i miei due figli, uno autistico di sette anni e l’altro non autistico di nove) seguiti, accompagnati, consigliati, stimolati, aiutati da questi psicologi straordinari che hanno speso il loro tempo, le loro energie, le loro idee, il loro entusiasmo ed il loro sacrificio per “esserci”. Sempre e dovunque. C’erano sempre, per tutti. Non si sono risparmiati. Avevano un sogno, provare a dare qualcosa di importante a tante famiglie, e hanno lavorato duro per riuscirci.

So di riunioni con gli operatori fino a notte fonda per essere in grado, la mattina seguente, di fare fronte a problemi emersi il giorno prima…

 

Elisabetta Tonini

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