Le emozioni dei “fratelli speciali”

“Ciò che mi ha aiutato di più nel rapporto con mio fratello sono state la famiglia e la relazione con gli amici più stretti; i familiari perchè, essendo gli unici, insieme a te, che vivono questa situazione, sono coloro che condividono ogni giorno le responsabilità che ne derivano e ci si fa coraggio l’un l’altro e ci si aiuta a cercare di migliorare, per poter essere più adatti a fare ciò che è giusto; gli amici, quelli veri (che non giudicano e capiscono il tuo dolore) mi hanno anch’essi aiutato molto e, quando ne ho avuto bisogno, mi sono potuto confidare e sfogare con loro. Mi ferisce chi per strada o in autobus ti guarda con morbosa curiosità, come se la persona che ti sta accanto fosse un alieno appena sbalzato sulla terra da un pianeta lontano; ho imparato molto presto ad essere indifferente ai pregiudizi ottusi della gente, ma è pur sempre qualcosa che non aiuta” (riflessione anonima di un “fratello” presente alla Conferenza).

Rosa Capezza

1 giugno 2014 – E’ trascorsa esattamente una settimana dal 25 maggio 2014 (giorno della Conferenza dedicata ai fratelli), ma le emozioni provate sono ancora molto presenti dentro di me….

Conoscere Stefano (ndr Maldini), giovane scrittore romagnolo, autore del libro autobiografico “Bum! Morto”,  è stato un bel regalo che mi ha rallegrato la vita.

Con grande sensibilità ed umiltà,  in punta di piedi,  ha condiviso con noi la sua esperienza personale vissuta accanto a suo fratello Andrea (persona con disabilità) , leggendo con enfasi ed ironia brani tratti dal suo libro, facendoci ridere, commuovere, riflettere…

Ogni volta che affrontava argomenti ed emozioni forti, chiedeva scusa se involontariamente urtava la sensibilità dei presenti, adducendo che è la sua storia, la sua personale esperienza…

Quando la Conferenza è finita, e lui è ripartito per raggiungere la famiglia (è da poco diventato papà), ha lasciato dentro di noi un pezzetto di serenità.

Ma non è stata l’unica cosa bella e positiva della Conferenza…

Quando organizzo eventi dedicati ai fratelli vengo assalita da dubbi tremendi: sto facendo la cosa giusta?

Non c’e’ il rischio di caricare di false aspettative i fratelli che interverranno?

Riuscirò a far arrivare il messaggio e a raggiungere gli obiettivi che mi sono proposta?….

Poi osservo i volti dei fratelli, che molto coraggiosamente hanno deciso di partecipare, passare dalla commozione al sorriso, “sciogliendo” finalmente un piccolo nodo, allora penso: si, Rosa, non ti fermare, loro hanno bisogno di condividere questi momenti, per proseguire la loro vita, sicuramente consapevoli di avere una responsabilità maggiore rispetto ad un fratello che non vive la loro stessa esperienza, ma finalmente più leggeri e non più in colpa di pensare a se stessi!

Di questa coinvolgente esperienza, mi sono rimaste delle testimonianze scritte in forma anonima, dai partecipanti alla Conferenza; promotrice di questa bellissima idea è stata la dottoressa Carecci (psicologa) che ha distribuito fogli di colore diverso (per genitori e per fratelli) per permetterci di esprimere un pensiero negativo ed uno positivo, in merito alla nostra esperienza con una persona con disabilità, partendo da due punti di vista completamente opposti, “accompagnati” da un piacevolissimo e rilassante brano di musica classica…..

Ho deciso di condividere questi pensieri con voi nei prossimi post, commentandoli come spunto di riflessione, con la speranza che vi possano aiutare ad alleggerire i vostri cuori.

Confido anche nel vostro aiuto: i vostri commenti, diretti in questo post o anonimi (inviati alla e-mail del blog: contact@wisteriablue.it) saranno per me e per noi preziosi.

Baci, baci e alla prossima.

PS: Ho chiesto a Stefano di ritornare a Roma, questa volta per presentare ufficialmente l’uscita del suo libro, mi raccomando non mancate,  lui “regala” emozioni.

Rosa Capezza, P.R. Roda Onlus – Roma

Rosa Capezza

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