Come cambia turismo a Vicenza e provincia…

Come cambia turismo a Vicenza e provincia…

In questi giorni riceviamo moltissime segnalazioni di eventi, feste, mercatini, concerti…

Comincia quella parte dell’anno che ha una magia particolare: il Natale.

Sono tante, tantissime le manifestazioni previste. Negli ultimi anni abbiamo visto tante idee non limitarsi a poche, uniche, esperienze ma, al contrario, circolare e diffondersi. Abbiamo visto la creatività  di piccoli paesi esprimersi e regalarci momenti di serenità , pace, armonia, divertimento e spensieratezza.

Questo è il turismo che vogliamo. Questo è il modello che pensiamo meglio rappresenti ciò che siamo: un popolo intelligente, che da secoli ha la fortuna di vivere circondato da bellezza, e che ha molto da dare. Che vuole e può “coccolare” il visitatore, che può e vuole aprire un dialogo con l’altro.

C’è stato un momento in cui temevo che il proliferare di eventi diversi, in luoghi diversi, fosse dispersivo. Quanti concerti posso ascoltare, mi chiedevo, quanti mercatini o mostre visitare?

Poi ho capito, e fatto un salto di qualità . Ho capito che stiamo preparando un terreno. Il terreno di un nuovo, ampio e diffuso tipo di turismo. Questi eventi diffusi nel territorio non sono per noi. Non tutti, almeno. Sono per i nostri ospiti. Quelli che già  ci sono. Quelli che arriveranno. Quelli che torneranno per continuare a conoscerci.

Stiamo finalmente imparando ad essere “imprenditori della nostra arte”; stiamo imparando a offrire, finalmente, nel mercato, ciò che abbiamo di migliore e ciò che sappiamo fare meglio.

Gli italiani hanno ingegno, dicevo. Come dimenticare la presentazione che, anni fa, in dieci minuti, ha fatto di noi Roberto Benigni, presentando il nostro popolo e la nostra storia prima del commento di uno dei canti di Dante? Io stessa sono rimasta folgorata, ammirata, incredula dal vedere noi stessi attraverso i suoi occhi, dal vedere la nostra cultura, la nostra grandezza, la forza di chi ci ha preceduto.

Abbiamo ingegno, fantasia, creatività . E siamo simpatici. E sappiamo cucinare, e chiacchierare, e ridere. E sdrammatizzare il momento oggettivamente difficile che stiamo passando. E scioglierlo, almeno per qualche istante, in una cioccolata calda, in una bancarella, in una musica.

Ben vengano i mercatini e tutte le manifestazioni previste. Io e Chiara non riusciremo ad andare a tutte. Ma siamo sicure che tutti i nostri ospiti, sparsi per Vicenza e la sua provincia, staranno bene, questo Natale.

Che i festeggiamenti, semplici, sobri, non ostentati e non finti, abbiano inizio.stiamo preparando un terreno. Il terreno di un nuovo, ampio e diffuso tipo di turismo. Questi eventi diffusi nel territorio non sono per noi. Non tutti, almeno. Sono per i nostri ospiti. Quelli che già  ci sono. Quelli che arriveranno. Quelli che torneranno per continuare a conoscerci.

Stiamo finalmente imparando ad essere “imprenditori della nostra arte”; stiamo imparando a offrire, finalmente, nel mercato, ciò che abbiamo di migliore e ciò che sappiamo fare meglio.

Gli italiani hanno ingegno, dicevo. Come dimenticare la presentazione che, anni fa, in dieci minuti, ha fatto di noi Roberto Benigni, presentando il nostro popolo e la nostra storia prima del commento di uno dei canti di Dante? Io stessa sono rimasta folgorata, ammirata, incredula dal vedere noi stessi attraverso i suoi occhi, dal vedere la nostra cultura, la nostra grandezza, la forza di chi ci ha preceduto.

Abbiamo ingegno, fantasia, creatività . E siamo simpatici. E sappiamo cucinare, e chiacchierare, e ridere. E sdrammatizzare il momento oggettivamente difficile che stiamo passando. E scioglierlo, almeno per qualche istante, in una cioccolata calda, in una bancarella, in una musica.

Ben vengano i mercatini e tutte le manifestazioni previste. Io e Chiara non riusciremo ad andare a tutte. Ma siamo sicure che tutti i nostri ospiti, sparsi per Vicenza e la sua provincia, staranno bene, questo Natale.

Che i festeggiamenti, semplici, sobri, non ostentati e non finti, abbiano inizio.

Elisabetta Tonini

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