Nuoto e autismo: Il trampolino iniziale

Inizia oggi a scrivere in questo blog Giorgia Faggionato, una delle psicologhe terapiste di mio figlio Luca. Le lasciamo la penna, ringraziandola per i suoi racconti preziosi, testimonianza di tanti momenti con Luca, in casa e fuori casa.

Ecco il suo primo post!

Ho conosciuto Luca nel Febbraio 2012 e tra le prime attività che abbiamo fatto insieme c’era il nuoto. Che sorpresa vederlo in acqua! Sembrava fosse davvero quello il suo ambiente naturale! Spesso l’ora in piscina raddrizzava anche quelle giornate un po’ “storte” in cui le difficoltà diventano un po’ più pesanti del solito. E da lì ho capito anch’io che la piscina a Luca piaceva un sacco e che quindi sarebbe potuta diventare un trampolino (gioco di parole?) per molti obiettivi, anche più generali.

Quando ho iniziato a portarlo in piscina Luca era già molto bravo a nuotare e, appunto, non aveva alcun problema a stare in acqua. Questo è stato frutto di un grande lavoro fatto da quando era piccolo…che risultati! Però, proprio perchè Luca in acqua ci stava così bene, abbiamo pensato di alzare il tiro e aumentare piano piano gli obiettivi. Soprattutto, era importante che riuscisse a nuotare da solo anche con una guida da fuori, quindi che facesse una serie di vasche senza bloccarsi in stereotipie. Infatti, l’ostacolo principale erano proprio questi suoi gesti ripetitivi che lo fermavano spesso durante il nuoto: Luca iniziava a giocare con l’acqua, sbattendoci le mani e facendola schizzare; questo era un distrattore molto accattivante per lui, tanto che distoglieva l’attenzione da ciò che stava facendo, ovvero nuotare, e ripartire diventava piuttosto complicato. A questo punto ci serviva strutturare un piano per diminuire un po’ per volta il tempo passato a mettere in atto queste stereotipie iniziando quindi a premiare ogni pezzetto di “strada” in più: ogni vasca completata senza fermarsi finiva con un tuffo…che divertimento per lui che ama così tanto i tuffi!

In queste situazioni la strategia è avere una strategia! Pensare ad un metodo personalizzato sui gusti ma chiaro e strutturato su come procedere di fronte ai diversi comportamenti, come e quando premiare quelli “buoni”, cosa fare con quelli “meno buoni”…una procedura sistematica che dà sicurezza sia a chi la mette in pratica sia a chi, come Luca, la deve affrontare. Il piano è avere un piano, controllato sistematico e…divertente!

Giorgia Faggionato

Laureata in Psicologia Clinica. Psicologa jr. – Laurea Triennale in Scienze Psicologiche della Personalità e delle Relazioni Interpersonali

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