Autismo: dare voce ai fratelli

Autismo: dare voce ai fratelli

Oggi siamo felici di dare il benvenuto ad una cara amica, Rosa Capezza, curatrice delle Pubbliche Relazioni dell’associazione Roda Onlus (Roma Diversamente Abile), di Roma, che inizia una serie di post dedicati ad un tema delicatissimo e spesso trascurato: quello di fratelli e sorelle di persone con autismo.

Siamo sicure che sarà un argomento seguito ed approfondito con l’aiuto di tutti, tale e tanta è l’esigenza di consigli, suggerimenti, idee da portare avanti.

Ecco il primo post di Rosa: 

Rosa Capezza

The Special Brothers & Sisters

Salve a tutti :-D, mi chiamo Rosa Capezza; sono felice ed emozionata per l’opportunita’ concessami dalla mia amica Elisabetta e da Chiara di aprire una rubrica del blog dedicata ad un argomento che mi sta molto a cuore e per il quale “lavoro” da anni affinche’ non venga piu’ trascurato: il mancato sostegno emotivo alle famiglie delle persone con autismo e nello specifico a fratelli e sorelle.

Il prof. Giovanni Bollea (ndr creatore e fondatore della neuropsichiatria infantile in Italia) lo diceva: non dimenticatevi dei fratelli….

Durante questi lunghi anni difficili, comuni a molti di voi, miei cari “colleghi”, ho sempre monitorato questo aspetto, osservando mio figlio, cosiddetto “normodotato” (sono madre divorziata di due ragazzi: G. anni 25, MP anni 21 autistica); ogni qualvolta che si presentava l’opportunita’, ho sempre espresso agli addetti del settore che seguivano mia figlia (npi, psicoterapeuti, assistenti sociali, etc) la mia preoccupazione per l’altro mio figlio, purtroppo per me senza successo, in quanto, a parte qualche consiglio su come affrontare il problema, nello specifico purtroppo le mie richieste si risolvevano in un nulla di fatto.

Allora ho capito che dovevo fare io qualcosa; se non ero riuscita ad aiutare mio figlio, dovevo assolutamente impegnarmi affinche’ non si trascurasse piu’ questo aspetto.

Ho incominciato a documentarmi; spunti interessanti ne ho trovati in un libro: “ e le mamme chi le aiuta? “ di Alba Marcoli – psicoterapeuta … fino a scoprire che a Roma, citta’ in cui vivo, da 16 anni esiste un’associazione di fratelli: “ www.Siblings.it“ (ndr “sibling” è una parola inglese che significa “fratelli, sorelle”); questa notizia se da una parte mi ha rallegrata da un’altra mi ha fatto arrabbiare moltissimo, perchè ho riflettuto: “come mai gli addetti del settore, nonostante le mie richieste di aiuto, non conoscevano questa realtà? Forse saperlo non mi avrebbe risolto completamente il problema, ma avrebbe dato la possibilita’ a mio figlio di confrontarsi con altri fratelli, e,  chissà?, forse “alleggerirsi” emotivamente ……..”

L’obiettivo di questa rubrica, all’interno della sezione “Una vita autism friendly”, e’ quello di affrontare insieme questo aspetto spesso trascurato ma presente in tutte le famiglie dove c’e’ un portatore di handicap; confrontare le esperienze, portare a conoscenza di tutti, documentandoci ognuno nelle proprie citta’, le realta’ esistenti dove, nello specifico, i fratelli sono i “protagonisti”, dare loro “voce” ….

Io direi che per iniziare puo’ bastare, poi strada facendo, insieme capiremo come e cosa fare. <3

Ovviamente questo spazio servira’ a noi genitori per monitorare questo aspetto, ma sara’ importante soprattutto per i fratelli, per sentirsi finalmente sostenuti, compresi e non piu’ soli…

 

Seguitemi nei prossimi post!

 

Rosa Capezza, PR dell’Associazione Roda Onlus – Roma Diversamente Abile 

Rosa Capezza

4 Comments On This Topic
  1. mara
    on mar 19th at 14:06

    E’ proprio vero…i fratelli ,le sorelle sono spesso sovraccaricati di respinsabikira e peso emotivo….sia da parte dei genitori che spesso pretondono da loro un di piu’ dettato dalla necessita’ di avere “soddisfazione” almeno dall’altro…sua dalla societa’ intorno che qualifica ogni comportamento come frutto di una situazione difficile vissuta in famiglia….e allora come si fa a nn scoppiare?

  2. Rosa Capezza
    on mar 19th at 20:21

    Giusto, come non soccombere ad una tale pressione emotiva? Io li immagino come dei guerrieri che sopravvivono ad una lunga e difficile “guerra” interiore, inconsapevoli della forza che in realta’ possegono ……..

  3. luigi porzio
    on lug 28th at 11:29

    Grande tema, molto sottovalutato, il mio sogno è creare dei gruppi di mutuo aiuto ma se gli adulti, non sempre, trovano la forza e la motivazione di partecipare per i ragazzi è molto più difficile, ci vorrebbe un evento ludico-sociale. Avete esperianza sul tema, suggerimenti da dare?
    Bellissimo blog!
    luigi

    • Rosa Capezza
      on lug 28th at 15:20

      Grazie Luigi per il tuo commento, e’ fondamentale per noi e per la n/s rubrica il confronto, per avere nuove idee ed intuizioni da utilizzare per la realizzazione di un progetto dedicato ai fratelli; effettivamente non e’ cosa facile sensibilizzare su questa tematica spesso trascurata ma oggettivamente presente in tutte le famiglie. Io stessa ho trovato difficolta’ ad invitare i fratelli anche solo per farli partecipare alle Conferenze che ho organizzato (due all’attivo, l’ultima il 25 maggio 2014 dove ho invitato come relatore principale un giovane scrittore romagnolo – Stefano Maldini, autore del libro autobiografico “Bum! Morto” ) … ho provveduto personalmente a contattarli, in quanto per esperienza sapevo che se fossero stati i genitori a proporre questa iniziativa, non avrebbero mai partecipato. Mi piacerebbe approfondire le reciproche idee – sei un genitore o un fratello? Rosa Capezza PR Roda Onlus


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