Danza a Bougival, simbolo della mostra in Basilica

da “Il Giornale di Vicenza”

Si chiamavano Paul Lothe e Suzanne Valadon i due ballerini intrecciati dal pennello di Pierre-Auguste Renoir in quel ballo eterno eletto icona della grande mostra in Basilica.
La coppia si esibì davanti alla tavolozza di Renoir nel 1883, a Bougival, non lontano da Parigi, ma è come se quella danza ritmata dalle gioiose sfumature impresse agli azzurri, ai gialli, ai rosa replicasse le sue vibrazioni all’infinito, ancora oggi, a Vicenza, sotto il cielo stellato della Basilica. La magia di Renoir è il baricentro del percorso costruito lungo le 13 stanze che ospitano gli 85 quadri prestati a Vicenza da alcuni tra i più prestigiosi musei europei e americani. È il ponte tra la grazia dei volti rinascimentali e lo sguardo inquieto del Novecento: il pittore francese era reduce da un viaggio in Italia dove si lasciò conquistare dai dipinti di Raffaello e degli altri maestri del Cinquecento italiano. Intorno alla Danza a Bougival si avvita una delle molte vertigini innescate dalle storie di sguardi, volti e figure che da questa sera va in scena nella Basilica ritrovata dopo un restauro lungo sei anni e costato 22 milioni di euro.
Il sipario di alza questo pomeriggio su una ubriacante passerella di capolavori: Botticelli, Mantegna, Tiziano, Caravaggio, El Greco, Velàzquez, Manet, Monet, Degas, Gauguin, Cézanne, Van Gogh, Munch, Modigliani, Picasso, Bacon, Freud sono solo alcuni degli ospiti nella casa di Andrea Palladio, dove Filippo IV di Spagna poserà accanto all’Arciduca Ferdinando, la Donna con il parasole resterà morbidamente adagiata su un prato a due passi dal Paesaggio con le donne bretoni, Madame Roulin dialogherà con L’italiana e il Giovane con berretto. Benvenuti nella nuova Basilica.

di Gian Marco Mancassola

da “Il Giornale di Vicenza”

Si chiamavano Paul Lothe e Suzanne Valadon i due ballerini intrecciati dal pennello di Pierre-Auguste Renoir in quel ballo eterno eletto icona della grande mostra in Basilica.
La coppia si esibì davanti alla tavolozza di Renoir nel 1883, a Bougival, non lontano da Parigi, ma è come se quella danza ritmata dalle gioiose sfumature impresse agli azzurri, ai gialli, ai rosa replicasse le sue vibrazioni all’infinito, ancora oggi, a Vicenza, sotto il cielo stellato della Basilica. La magia di Renoir è il baricentro del percorso costruito lungo le 13 stanze che ospitano gli 85 quadri prestati a Vicenza da alcuni tra i più prestigiosi musei europei e americani. È il ponte tra la grazia dei volti rinascimentali e lo sguardo inquieto del Novecento: il pittore francese era reduce da un viaggio in Italia dove si lasciò conquistare dai dipinti di Raffaello e degli altri maestri del Cinquecento italiano. Intorno alla Danza a Bougival si avvita una delle molte vertigini innescate dalle storie di sguardi, volti e figure che da questa sera va in scena nella Basilica ritrovata dopo un restauro lungo sei anni e costato 22 milioni di euro.
Il sipario di alza questo pomeriggio su una ubriacante passerella di capolavori: Botticelli, Mantegna, Tiziano, Caravaggio, El Greco, Velàzquez, Manet, Monet, Degas, Gauguin, Cézanne, Van Gogh, Munch, Modigliani, Picasso, Bacon, Freud sono solo alcuni degli ospiti nella casa di Andrea Palladio, dove Filippo IV di Spagna poserà accanto all’Arciduca Ferdinando, la Donna con il parasole resterà morbidamente adagiata su un prato a due passi dal Paesaggio con le donne bretoni, Madame Roulin dialogherà con L’italiana e il Giovane con berretto. Benvenuti nella nuova Basilica.

di Gian Marco Mancassola

Chiara Bortolaso

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