“Cogliere il mistero dell’autismo per esprimere una creatività progettuale Autism Design Thinking”

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Cosa c’entra un architetto con l’autismo? Ha senso parlare di autismo ad un gruppo di giovani architetti? Cosa può fare un architetto per migliorare la vita di una persona con autismo grave o ad alto funzionamento?

Nel momento in cui progetta uno spazio silenzioso, “clean” o sensorialmente accogliente all’interno di una scuola, di un distretto, di un supermercato o di una casa, un architetto non “risolve” l’autismo, ma può contribuire a che le persone che sono nello spettro non solo stiano meglio ma “imparino” di più, proprio perchè le loro energie non sono sprecate nel difendersi da rumori, luci o materiali per loro equivalenti a dolorose sollecitazioni.

Una grande sfida, una spettacolare mission !

Pensare, prima di progettare; conoscere, prima di progettare; suggerire, prima di progettare; documentarsi, prima di progettare.

Quando si fanno tutte queste cose, prima di progettare, si realizza una proposta che veramente si sposa con le esigenze della persona cui è destinata; se il destinatario è una persona con autismo ciò che va fatto prima è magari più complesso, ma la sfida eccezionalmente stimolante!

Come siamo arrivate a parlare di autismo con alcuni architetti?

Prima scena: un giovane architetto entra per caso nella sala in cui stavo parlando di autismo (al Move, fiera dell’Ospitalità Universale, leggi QUI per sapere cos’è);

Seconda scena: l’assessore alla Comunità e Famiglia di Vicenza, Isabella Sala, presente in sala, dopo il mio intervento mi dice: “qui accanto ci sono dei ragazzi straordinari da conoscere” e mi porta nella sala accanto alla nostra, dove ho conosciuto un altro architetto, Elisabetta come me, con la quale abbiamo scambiato velocemente qualche parola ed una promessa di rivederci.

Da questi due giovani architetti è partita la curiosità di saperne di più sull’autismo; dalla loro curiosità è partita la richiesta alla loro organizzazione di invitare me e Chiara al Corso di Specializzazione che stavano seguendo all’Istituto Europeo di Design a Venezia (Universal Design-La qualità dell’Accoglienza prende forma) e….il pomeriggio del 27 Marzo 2015 eccoci quindi a Venezia, davanti alla spettacolare sede dello IED!

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Un pomeriggio molto bello, in cui tutti insieme abbiamo cercato di capire alcune delle difficoltà ambientali che una persona con autismo deve fronteggiare ogni giorno.

Per cominciare a riflettere, ragionare, illuminarsi di piccole, grandi soluzioni per migliorare la vita delle persone con autismo.

Per parlare di autismo ad un pubblico di architetti mi sono documentata in modo completamente diverso dal percorso fatto fino ad ora; sono passata attraverso le esperienze di architetti soprattutto americani che, per primi, stanno cominciando a dare risposte ambientali ai problemi sensoriali che molti autistici purtroppo hanno.

In particolare ho acquistato gli e-book (in inglese, sinceramente non so se esistano traduzioni in italiano) di A.J. Paron-Wildes, un architetto di interni che, guarda un pò, è anche mamma di un ragazzo affetto da autismo grave.

La sua esperienza di mamma, unita alla sua competenza professionale, è stata per me illuminante e fondamentale per dare agli architetti che avevo di fronte una chiave di lettura, un percorso da intraprendere, un metodo da assorbire, assimilare, rielaborare.

Ecco le slides.

Ovviamente due ore e mezza non possono essere riassunte in poche frasi, quindi se avete domande su questa o quella diapositiva, su questo o quel contenuto scriveteci!

Se siete architetti, professori o studenti di architettura e volete saperne di più scriveteci, saremo felici di venire ad incontrarvi nella vostra facoltà!

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La Costituzione, da tenere sempre presente; per abbattere gli specifici ostacoli dell’autismo…

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Cosa vede invece una persona con autismo? ogni singolo dettaglio, che distrae dalla visione complessiva. Questa consapevolezza aiuta nell’inserimento di un tappeto a tinta unita piuttosto che di un tappeto a righe o a fantasia, che può distrarre un bimbo nella sua stanza.

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Il tempo che scorre…Per una persona con autismo lo “scorrere” è letterale…

Quali metodi di lavoro utilizzare?

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Avete presente l’architettura “minimal” ? Ecco, qui è un minimal da ricercare…portandolo al massimo…

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Disturbi sensoriali delle persone con autismo:

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Alcuni colori rassicurano, altri eccitano…basta conoscere quali sono….

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Abbiamo ascoltato insieme un istruttivo audio: ascoltatelo QUI, la voce narrante racconta, in inglese, cosa sentiamo noi e, man mano, aumentano in sottofondo i rumori che invece “sentono” le persone con autismo.

Un audio che spiega molto meglio di tante parole….

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Perchè non pensare a materiali più adatti alle persone con autismo? Non risolve l’autismo ma migliora la qualità della vita…

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Il concetto più importante, per gli architetti, gli esperti, le famiglie: migliorare l’ambiente non migliora solo la qualità di vita ma è anche funzionale all’apprendimento di una persona con autismo.

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I miei figli, quando erano bambini, e…i cartelloni con mille immagini appese al muro….Sognavo, allora, una casa che mi permettesse di avere tutto ciò che serviva a mio figlio autistico ma anche….ordine, organizzazione, bellezza….

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Due ore e mezzo sono volate…..bellissimo parlare di autismo vedendo, negli occhi di chi mi ascoltava, come qualche intuizione fino ad allora sconosciuta stesse via via prendendo piede e forma; di grande soddisfazione vedere quelle giovani menti prendere appunti, riflettere, avere idee, essere curiose.

Ci siamo lasciati con un arrivederci.

Il dialogo è appena iniziato. La nostra porta sarà sempre aperta, per loro….

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Io e Chiara nella via del ritorno, felici e soddisfatte da un pomeriggio bellissimo che ci ha arricchite moltissimo…

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Presente anche mio padre, felice di averci accompagnato a questo bellissimo incontro!

Elisabetta Tonini

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