Autismo, tecnologia e turismo

In questa foto si vede casa nostra, Luca è seduto sul divano con Giorgia, la psicologa/terapista che segue Luca alcune ore a settimana; insieme stanno giocando virtualmente…

Un anno fa ho deciso di passare al mondo MAC….e ho deciso una rivoluzione a casa mia: computer portatile, Iphone e Ipad….tutto in una volta, frutto di risparmi messi da parte uniti ad un contributo-regalo di mio padre e rate che sto ancora pagando…

Avevo letto che, negli Stati Uniti, le maggiori Associazioni dei Genitori di persone autistiche stavano (e stanno ancora) incoraggiando le famiglie ad utilizzare in particolare l’ipad non solo per giochi, musica o esercizi cognitivi, ma anche e soprattutto per i software che aiutano nella “strutturazione” della “giornata” o nella possibilità  di riunire in modo facilmente intuitivo foto o icone Pecs di luoghi, persone, attività , cibo e tutto ciò che serve nella vita di tutti i giorni per migliorare la comunicazione delle persone autistiche, verbali e non verbali.

Aggiungerei, se posso, anche il turismo, in tutto questo.

Mi è capitato più di una volta di essere aiutata da uno di questi strumenti: a volte ero in fila per entrare in un museo o aspettavo in piedi che si liberasse un tavolo per mangiare una pizza e, per riuscire a tenere a freno la giustificata impazienza di Luca, tiravo fuori le “Apps for autism” scaricate nel mio cellulare; facendo qualche gioco tipo puzzle o memory, i suoi preferiti, Luca non si accorgeva nemmeno di essere in piedi e dovere aspettare.

Altre volte la tecnologia mi ha aiutato a mostrare a Luca, durante una visita ad una città , in tempo reale i luoghi in cui saremmo andati da lì a poco, luoghi che avevamo deciso lì per lì; Luca non ha in genere particolari problemi a vedere posti nuovi, anzi a volte ne è felice, ma mi metto nei panni di quelle persone autistiche che vedono il cambiamento, anche minimo, come una profonda occasione di stress. In questo caso un semplice cellulare che mostra la foto di un luogo può aiutare a fronteggiare gli imprevisti che possono verificarsi; e può anche, nella migliore delle ipotesi, permettere di “improvvisare” in alcune parti il viaggio, la serata o la gita, in modo altrimenti impossibile.

Questa potenziale “flessibilità ” aiuta enormemente una famiglia a “godere” appieno di una vacanza, che è per definizione fatta di “mancanza, assenza, sospensione” di tutte quelle regole, orari prestabiliti e rigidità  che usiamo con accettazione nel normale periodo di lavoro.

Quanti di voi già  usano la tecnologia con i propri figli?

 

Elisabetta Tonini

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